Andrea Crosa

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Andrea Crosa

Andrea Crosa

Never believe what an artist says. Only what he does. 
(David Hockney)
 

“Ho iniziato a dipingere la caffettiera, i rubinetti, le maniglie … poi sono passato agli interni che ho esposto da Rinaldo Rotta nel 1979. Partivo da immagini già confezionate, tratte da riviste di arredamento, alle quali sottraevo tutto quello che poteva costituire un riferimento d’uso, di tempo, di situazione. Erano ambienti assolutamente vuoti, che finivano per risultare in uno stato di sospensione. Poi ho cominciato a fare lo stesso lavoro sul cibo e ad operare sul blow-up, scegliendo un dettaglio da un primo quadro, che ingrandivo nel secondo e così via, sino ad ottenere un esito vicino all’astrazione”.  

Andrea Crosa

Cerco il silenzio, l’equilibrio, la bellezza, la pace interiore.
Ciascuno dei miei lavori, che siano arredi, abitazioni, radio oppure televisori, lo trasmettono: rappresentano un attimo congelato, secondi prima che accada qualcosa che ignoriamo.
Ciò che c’era prima, cosa avverrà poi, non ha importanza.
Le mie opere vivono in un “Tempo Parallelo” (Time out of joint, come nel romanzo omonimo di Philip K. Dick) un tempo fuori asse dove l’aria che si respira non è la stessa di quella del mondo reale.
Ogni oggetto è rappresentato in scala ridotta, come un felice ritorno all’infanzia quando si usciva con le tasche piene di automobiline e quando si riempiva il letto, prima di andare a dormire, con i nostri giochi più amati, per rendere la notte meno nera.

Andrea Crosa, Considerazioni Agosto 2019

 

Crosa miniaturizza gli oggetti, predispone maquettes di progetti, elettrodomestici, piscine, arredi, sedie, salottini accoglienti, e li tratta come se fossero dei reperti trovati molti anni dopo il loro utilizzo, magari non funzionanti, un po’ demodé  ma in buono stato perché pazientemente restaurati da esperti e riproposti oggi come estranei da noi, dalla nostra quotidianità.

Renato Barilli, da I Nuovi Futuristi – MART Rovereto

 

Andrea Crosa nel suo Suburban Gulliver del 2006 predispone una linda, perfetta, piccola città costruita per accogliere una sit-com rassicurante dove il giorno e la notte sono artificiali e dove non può intervenire nessuna difficoltà a mettere a repentaglio la vita degli invisibili protagonisti, forse racchiusi nelle casette di marzapane. In un’ordinata strada s’intravvede acquattata un’automobile – una Studebaker Siver Hawk del 1957 – meravigliosamente in nuance col resto, a indicare, forse, un’ipotetica via di fuga nella grigia vita reale.

Nicoletta Boschiero, da Animali Metallici, Casa d’Arte Futurista Depero, MART Rovereto

 

M’interessa il concetto di “isolamento” dato che sembra tu riscatti quello che non c’era prima: è come se fosse un mondo incontaminato. Per questo motivo, una parte degli artisti ha l’obbligo di riappropriarsi di quegli spazi protetti che assicurino la vita e il piacere del fare e del guardare.

Intervista con Alicia Novick, architetta, direttrice del programma di studi urbani dell’Universidad Gral Sarmiento, Buenos Aires (16 novembre 2019)

 

Nasce a Buenos Aires il 3 novembre del 1949 da genitori italiani.

Nei primi anni sessanta l’artista è fortemente influenzato dalle importanti mostre sulla Pop Art tenutesi al Museo de Bellas Artes – dove per la prima volta entra in contatto con il lavoro di Claes Oldemburg, Wayne Thiebaud, Allan D’Arcangelo e Andy Warhol – e dagli “Happenings” svolti alla Fundación Di Tella, sorta di kunsthalle privata in stretto contatto con il Guggenheim Award di New York. Esperienze che lo manterranno legato, anche affettivamente, al repertorio iconografico pop, sia nella scelta dei soggetti che nella tavolozza dai colori accesi e piatti.

La dittatura militare spazzerà via, senza troppi ripensamenti, queste importanti iniziative culturali creando un” black out” nel mondo dell’arte che durerà per almeno un decennio.

Nel 1975 consegue la laurea in architettura e si trasferisce definitivamente in Italia.

La sua prima personale avviene nel 1979 alla Galleria Rotta di Genova, città dove risiede. Nel 1983 partecipa all’importante mostra “Home sweet home” da Galleria Diagramma Luciano Inga Pin, che viene considerata come l’embrione e il punto di partenza per quello che successivamente sarà il “Nuovo Futurismo”, movimento al quale aderirà e col quale continuerà ad esporre fino ai giorni nostri pur mantenendo un percorso indipendente da solista.

La prima personale all’estero la tiene l’anno successivo nella Galleria Andata/Ritorno di Ginevra, mentre nel 1985, per l’apertura del Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce di Genova, verrà esposto un suo lavoro facente parte della collezione di Maria Cernuschi Ghiringhelli, il cui lascito formerà parte integrante della raccolta permanente del museo.

Nel 1988 partecipa alla sua prima collettiva estera al Museo Italo Americano di San Francisco, dal titolo “Fourteen emerging artists from Liguria” e alla rassegna “Ordine/Disordine” a Palazzo dell’Arengo a Rimini, curata da Renato Barilli, che lo chiamerà nuovamente due anni dopo a partecipare a “Anni Novanta” a Bologna, nel Museo di Arte Moderna.

Crosa prosegue la sua ricerca stilistica avvicinandosi sempre di più alla progettazione architettonica, pur mantenendo inalterate le caratteristiche gioioso/ludiche del suo periodo “Nuovo Futurismo”, avvicinandosi sempre di più alla costruzione di opere tridimensionali adoperando materiali informali, spesso accompagnate da video e da elementi sonori.
Nel 2002, espone alla Mondrian Killroy Fund di Torino “Tsunamisushi”, prima di una lunga serie di mostre dedicate all’attimo congelato, al non luogo e all’istante decisivo, prima di un’eventuale catastrofe.

Nel 2005 tiene la sua prima personale “Tsunamistudebaker” al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce dove presenta, oltre che a due grandi istallazioni, anche la sua vettura feticcio, una Studebaker del 1955, che appare quasi costantemente nel suo lavoro.

Gli anni 2000 lo vedono esporre continuativamente in Svizzera: al Centro Arte Contemporanea del Ticino a Bellinzona, con due mostre personali e due collettive; a Thun e a Berna presso Galerie Bernhard Bischof con partecipazioni a mostre sia personali che collettive; per ultimo a Coira, con una mostra personale presso la Galleria Arrivada.

Successivamente esplora il concetto di “Tempo fuori di sesto” titolo preso in prestito da un romanzo di Philip Dick che parla di uno spazio / tempo parallelo dove Crosa colloca le sue istallazioni.

Nel 2012 crea una grande opera “site specific” “ la Contessa riceve il martedi” per Palazzo Saluzzo Paesana di Torino, successivamente esposta al MART di Rovereto, nella mostra “La Magnifica Ossessione”, a cura di Cristiana Collu e Nicoletta Boschiero.

Due anni dopo tiene una grande personale a Torino, negli spazi della Galleria Made for Love, dove presenta “Musica per radio silenziose”, installazione multimediale che l’artista costruisce a partire da materiali eterogenei quali legno, policarbonato, stoffa, tappi di bibita, tasselli di legno e guarnizioni di gomma. Questo lavoro ci rimanda al concetto di “ impossibilità” con le radio, in questo caso paradossalmente mute, strumento di diffusione di musica e di informazione, stravolgendone radicalmente la funzione. Radio come oggetti alieni provenienti da un mondo alienato, parenti stretti del “Truman show” e di “Blade Runner” in salsa Pop. Espone anche istallazioni video, light boxes, opere bi e tridimensionali e la “vettura cult” Studebaker: mostra dedicata al recupero della memoria della sua infanzia e per la quale scrive un racconto intitolato “Revolución.”

Nel 2016 la Galleria Entr’Acte di Genova, gli dedica una retrospettiva composta da tre mostre con opere che vanno dagli anni 70 ai giorni nostri.

Nel corso del 2017 è prevista una sua personale dal titolo “Scatole cinesi” a Milano presso la Galleria Dimora Artica, curata da Andrea Lacarpia.

Per finire, Crosa fa sua la frase di Wang Pho, pittore alla corte dell’Imperatore della Cina in un racconto breve di Marguerite Yourcenar che dice: “Non sono tanto interessato alle cose quanto all’immagine delle cose”.

 

MOSTRE PERSONALI (selezione)

2017  Scatole cinesi, Dimora Artica Milano, a cura di Andrea Lacarpia
2016 TuttoCrosa 1 (Dettagli), Entr’acte Genova, a cura di Sandro Ricaldone
TuttoCrosa 2 (Simboli), Entr’acte Genova, a cura di Sandro Ricaldone
TuttoCrosa 3 (Miniature), Entr’acte Genova, a cura di Sandro Ricaldone
2014 Music for silent radios, Galleria Made for love Torino, a cura di Daniela Boni
2011 Nuovo Futurismo (con Battista Luraschi), Galleria arrivada Coira (CH), a cura di Renato Barilli
Tempo fuori di sesto – Alice e Gulliver di periferia, Castello Sannazzaro Giarole
2010 Lavori su carta e altre storie, Studio Gennai Pisa
Tempo fuori di sesto – Dolce Farniente, Museo Nuova Era Bari
2007 Tempo fuori di sesto (Suburban Gulliver), CACT Centro Arte Contemporanea Ticino Bellinzona
2005 Jumping Reality (con Andrea Loux e Laurent Schmid), Galerie Bernhard Bischoff & partners Berna
TsunamiStudbaker, Museo Arte Contemporanea Villa Croce Genova, a cura di Mario Casanova
TsunamiRichmond – Helicopter View (con Damir Nikšic), CACT Centro Arte Contemporanea Ticino Bellinzona
TsunamiRichmond – Pete & Mary (con DominiK Stauch) Galerie Bernhard Bischoff & partners Thun
2003 TsunamiRichmond, Caterina Manberto Pennone Savona, a cura di Viana Conti
2002 TsunamiSushi, Mondrian Kilroy Fund Torino, a cura di Enrico Debandi
L’arte di arredare con arte, Franco lagomarsino Genova, a cura di Viana Conti
2001 Cenerentola, Alberghina Torino, a cura di Enrico Debandi
1997 Welcome to the Dollhouse, Studio Gennai Pisa
Dipinti nello stile illusionista, Studio Jelmoni Piacenza
1996 Dipinti nello stile illusionista, Galleria Unimedia Genova
1994 Esercizi d’instabilità, Il campo delle Fragole Bologna
Macchine volanti e altre storie, Studio Gennai Pisa
1993 Angelo in volo, Alaya Genova
1992 Indiminuibile minimo, Studio Gennai Pisa, a cura di Maurizio Sciaccaluga
1991 Il triangolo nero, Alessandria, a cura di Gianni Baretta
1 + 1, Galleria Unimedia Genova
Studio Noacco Torino
1990 Stato di grazia, Studio Gennai Pisa, a cura di Sandro Ricaldone
1989 Progetti, Galleria Il Gabbiano La Spezia
1988 Flatland, Galleria Murnik Milano
Studio Leonardi Genova, a cura di Sandro Ricaldone
1986 Fuori quadro, Ocra Studio Sarissola, a cura di Sandro Ricaldone
Galleria Pantha arte Como
1985 Galleria Paolo Giuli Lecco
Galleria Diagramma Luciano Inga Pin Milano
1984 Galleria Andata/Ritorno Genève
1983 Galleria Il Brandale Savona
1981 Ludica, Galleria Unimedia Genova
1979 Galleria Rinaldo Rotta Genova

MOSTRE COLLETTIVE (selezione)

2016 Paratissima, Museo Nuova Era, Torino
2013
 La Magnifica Ossessione, Rovereto MART, a cura di Cristiana Collu e Nicoletta Boschiero
2012
 Nuovo Futurismo – Ridisegnare la città, Milano Spazio Oberdan, a cura di Renato Barilli
 Rosa Leonardi 40 anni di ricerche dall’astrattismo alla videoarte, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce Genova, a  cura di Sandro Ricaldone
 Arte e dintorni III edizione, Ca’ di Carobina Magliolo SV, a cura di Luciano Fiannacca e Riccardo Zelatore
 Genius Loci, Palazzo Saluzzo Paesana Torino, a cura di Enrico De Bandi
2011  Arte e dintorni II edizione, Comune di Magliolo, a cura di Riccardo Zelatore
 Libro d’artista, Studio gennai Pisa
 I nuovi futuristi, MART Rovereto – Fondazione Depero Rovereto, a cura di Renato Barilli
2010  Nuovo Futurismo, Fondazione Bandera per l’Arte Busto arsizio, a cura di Renato Barrili
 Nuovo Futurismo, Palazzo Guidobono Tortona, a cura di Renato Barrili
 Video Place, Sala Murat Bari Museo Nuova Era, a cura di Rosemarie Sansonetti
2008  Inaugurazione, Studio Gennai Pisa
2006  Emotional Man – Intuizioni per la Bella e la Bestia, CACT Centro Arte Contemporanea Ticino Bellinzona
 La Famiglia, The Leaving room in the frame of Kunsthalle, Ex Stabile Tisca Nova Locarno, a cura di Mario Casanova
2005  Le definizioni dell’Invisibile 1 (con Maurizio Anzeri, Daniel Bolliger, Gianluca Monnier), CACT Centro Arte Contemporanea Ticino Bellinzona
2002 Le maschere di Ubaga, Comune di Pieve di Teco, a cura di Dante Tiglio
Landscapes, CatARTica Torino, a cura di Enrico Debandi
2001 Lettera d’amore, Castello della Lucertola, Apricale
1998 10 anni dello Studio Gennai, Studio Gennai Pisa (cat.)
1997 Lettera d’amore, Margaret Harvey gallery, St.Albans UK
Lettera d’amore, Palazzo Cuttica Alessandria
1996 Non capovolgere i manichini, Alaya Genova (cat.)
Arte in scatola, Galleria Il Gabbiano La Spezia
La Corona, Galleria Angela Signetti Torino, a cura di Edoardo Di Mauro
1995 Festa di San Ranieri, Comune di Pisa
Museo Teo, Genova, a cura di Francesco Arena
1994 Rubati arcobaleni in un’effigie, Galleria Unimedia Genova
La produzione grafica del triangolo nero, (1987/1994) Il Triangolo Nero Alessandria
Arte portatile, Mercato del pesce Milano
Ora, Pavullo nel Frignano, a cura di Betta Frigeri (cat.)
1993 Patchworking, Centro del Pratello, a cura di Silvia Grandi
Meer in sicht, Loggia della Mercanzia Genova, a cura di Matteo Fochessati (cat.)
Libro e Segnalibro, Museo dell’Informazione Senigallia
II Rassegna d’Arte contemporanea, Varzi (cat.)
1992 Itinerario di viaggio, Comune di Gaeta, a cura di Massimo Bignardi (cat.)
Meer in sicht, Kunstyerein Kunsthalle Hamburg, a cura di Matteo Fochessati
Confini Arte e Design, ICIT Istituto di Cultura Italo Tedesca, Imperia
1991 Galerie, Gianfranco Licandro Wien
Anni Novanta, Galleri ad’Arte Moderna Bologna, a cura di Renato Barilli (cat.)
Nuovo Futurismo, Palazzo Guasco Alessandria, a cura di Renato Barilli
1990 Italia 90, La Fabbrica del Vapore Milano, a cura di Viana Conti
Progetto pe runo strumento musicale, Museo dell’Informazione Senigallia (cat.)
Nuovo Futurismo, Biblioteca della Misericordia Palma de Mallorca
1989 Spezzare il tetto, Palazzo lanfranchi Pisa, a cura di Sandro Ricaldone (cat.)
Nuovo Futurismo, Istituto Italiano di Cultura Madrid
1988 Ordine e Disordine, Palazzo dell’Arengo Rimini, a cura di Renato Barilli (cat.)
GE.MI.TO. 2, Loggia della Mercanzia Genova, a cura di Enzo Cirone
14 emergings Artists from Liguria, Museo italo americano San Francisco, a cura di Sandro Ricaldone (cat.)
1987 Equinozio d’Autunno, Castello di Rivara Torino a cura di Viana Conti
Introductions 1987, Katia La Coste Gallery San Jose California
Effetto Placebo, Galleria Murnik Milano, a cura di Renato Barilli (cat.)
GE.MI.TO., Promozione delle Belle Arti Torino, a cura di Enzo Cirone (cat.)
1986 Nuove Tendenze in Italia, Galleria Ezio Grisanti Milano (cat.)
The Third Contemporary Art Fair, London
Basel 17
1985 Programma 90, Galleria Diagramma Luciano Inga Pin Milano
Pittura 70/80 in Liguria, Cala Fieschi Sestri Levante
I suoni che abitano la natura, Comune di Genova Villetta Di Negro
Collezione Ghiringhelli, Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce Genova
1983 Proposta per un paese antico, San Quirico d’Orcia, a cura di Andrea Del Guercio
Lo Spazio Le Stagioni Le Opere, Galleria Unimedia Genova (cat.)
Home Sweet Home, Galleria Diagramma Luciano Inga Pin Milano